Sconcerto e preoccupazione crescono di fronte alla sempre più probabile chiusura dell'”Istituto Santa Maria Bambina” di Oristano.
A nulla sono fino ad ora valsi le mobilitazioni dei lavoratori e dei sindacati, gli interventi delle forze politiche di maggioranza ed opposizione, gli appelli delle varie autorità, civili e religiose, tra i quali l'intervento di ieri di Mons. Ignazio Sanna.
Va ricordato che si tratta di una struttura che il Piano Regionale Sanitario Regionale definisce di “Alta Specializzazione” e che, proprio per queste caratteristiche, le assegna ruoli e funzioni all’interno del sistema Sanitario sardo.
In queste ultime settimane l’Assessore Regionale alla Sanità ha prospettato “altre funzioni” per l’istituto senza un preventivo confronto né con il Consiglio Regionale né con la Commissione consiliare competente.
E’ vero che questa struttura sin dalla sua apertura ha dato fastidio a tutto il sistema di interessi che ruota attorno alla sanità sarda, ma è anche vero che l’istituto svolge un ruolo fondamentale, non solo nel territorio della provincia di Oristano.
Dove saranno trasferiti i pazienti in gravi o gravissime condizioni di salute? A Cagliari? Oppure uscirà dal cilindro del prestigiatore qualche soluzione che finirà per favorire “i soliti noti”?
Intervengo ora nuovamente sull'argomento, non tanto per aggiungere l'ennesimo appello che rischia di cadere, sterilmente, inascoltato, quanto piuttosto per richiamare l'attenzione di tutti, oltre che sul destino dei lavoratori del centro, anche sulla situazione di enorme disagio che stanno in queste ore vivendo le famiglie dei pazienti ospitati nell'Istituto, i quali rischiano un trasferimento presso altre strutture con grandi difficoltà e rilevantissimi costi.
Va ricordato che si tratta di pazienti in gravi, o gravissime condizioni di salute, che nell'Istituto hanno intrapreso il difficile percorso della riabilitazione, consentendo anche ai familiari di trovare un punto di appiglio per le proprie speranze e di conforto per il proprio dolore. E chiunque abbia avuto la sventura di avervi un familiare ricoverato, può certamente confermarlo.
E' possibile che questa autentica emergenza non scuota le coscienze di chi ha la possibilità di trovare una via di uscita alla situazione? E' possibile che si trascurino le conseguenze, per tante persone, di quanto potrà accadere nei prossimi giorni? E' davvero possibile che un Centro di Riabilitazione come il Santa Maria Bambina e le tante professionalità che vi operano possano essere disperse come se niente fosse?
Io credo che non ce lo possiamo permettere, né come sardi, né tanto meno come oristanesi.
Pertanto, chiedo in maniera forte a chi ne ha la responsabilità, ed in primo luogo all’Assessore Regionale alla Sanità Liori, che nulla venga lasciato d'intentato per risolvere la vicenda.
On. Antonio Solinas
Consigliere Regionale PD