Oggi discutiamo una mozione che è stata presentata sette mesi fa, che certamente era di grande attualità allora e oggi lo è ancora di più; mi auguro solo di non dover ridiscutere su un settore così importante dell'economia sarda fra altri sette mesi. Un settore completamente in crisi, è già stato detto, 4, 5 mila aziende indebitate sulla legge numero 44, 3, 4 mila aziende indebitate per investimenti realizzati negli anni ’90 che a causa dell’alto costo del denaro, dell’aumento vertiginoso delle materie prime e dei prezzi sempre più bassi dei prodotti agricoli alla produzione non sono riusciti a stare al passo con il pagamento delle rate dei mutui. Questo dato purtroppo è confermato dal fatto che nel settore zootecnico in meno di dieci anni sono sparite circa 6 mila aziende. Diventa, a questo punto, prioritario risolvere il problema dell’indebitamento perché causa anche le sempre maggiori difficoltà di accesso al credito ordinario e ipotecario e sempre maggiore è il numero di aziende che rinunciano agli investimenti nelle aziende indispensabili per stare sul mercato. Ecco perché ritengo che abbia fatto cosa giusta, come già è stato detto, che la Giunta regionale abbia preso posizione dichiarando lo stato di crisi in un comparto così importante, certo è che però a distanza di mesi ancora il Governo nazionale non ha dato risposte. Dichiarare lo stato di crisi significa anche dare risposte immediate agli agricoltori e ai pastori, per esempio sulle bollette Inps, sugli oneri previdenziali e assistenziali che devono pagare e non sono in condizioni di pagare. Significa molto probabilmente riuscire a istituire un fondo di solidarietà anche per il comparto agricolo, finanziando magari il microcredito e il prestito di conduzione che consentirà anche in questo modo agli agricoltori e ai pastori in modo particolare di non essere sottoposti al ricatto annuale della caparra.
Gli interventi estemporanei e propagandistici che in questi dodici mesi hanno contraddistinto la sua attività, Assessore, non hanno risolto nessun problema, anzi, ne hanno aggravato la situazione. In questi mesi è riesploso dopo quasi quattro anni accettabili il problema del latte curvo. Il tavolo regionale è stato attivato dall’Assessore con un forte ritardo, solo a metà dicembre del 2009, dopo una sua dichiarazione pubblica con la quale dichiarava inaccettabile un prezzo di 70 centesimi. Di fatto, con questa sua dichiarazione, Assessore, ha messo in campo un prezzo di orientamento al mercato con ripercussioni decisamente negative. E’ stato presentato un piano decennale per il pecorino romano che di decennale non ha assolutamente nulla, se non la proposta contingente di ammasso di 20 mila quintali di pecorino romano.
Nel 2010 cessa la misura del piano di sviluppo rurale sul benessere animale e nel 2013 cesseranno tutte le misure integrative al reddito della Comunità europea. Se non ci si muove subito per un settore così importante per l’economia agricola sarda sarà una vera tragedia. Le aree interne sono ulteriormente penalizzate ed è proprio qui che si registrano le maggiori crisi produttive e le maggiori criticità. L’azione da svolgere in queste aree e quella di qualificare urgentemente le produzioni tipiche come su casizolu, il bue rosso e la melina, concentrando l’attenzione in quelle che hanno necessità di deroghe alla produzione, sostenendole commercialmente come prodotto di eccellenza e di qualità.
L’altro aspetto è la mancanza di forza contrattuale praticamente in tutti i settori. L’individualismo permane e si va in ordine sparso. Certamente è un fatto culturale, ma bisogna assolutamente porre rimedio. In tutta questa situazione di grave crisi l’Argea è in forte ritardo nei pagamenti, Laore è in ritardo nell’istruttoria delle pratiche, il rischio in questo momento di dover rendere soldi a Bruxelles è molto alto. Che cosa si sta facendo? C’è un progetto forse di lungo respiro? Non mi sembra. Mi pare che il tutto sia abbandonato all’improvvisazione e all’emergenza. Il collega Cappai non ha potuto concludere il suo intervento, ma si è capito qual era il suo obiettivo, siamo pronti come centrosinistra a confrontarci su un possibile intervento finanziario dell’Amministrazione regionale sulla legge numero 44. Qualcuno diceva: “Fiumi di parole”. Certamente si è parlato molto e si è agito poco. Io credo che in passato abbiamo avuto anche alcuni interventi che risposte, seppur limitate e di piccola entità, hanno dato comunque in un settore così importante. Mi riferisco in modo particolare ai GAL, ai Gruppi di Azione Locale, che dovevano prima entro il 15 giugno del 2009 e poi entro il 16 luglio del 2009 costituire e presentare i piani di sviluppo locale. Tre, quattro mesi, si diceva, avrebbero consentito di esaminare, approvare e ripartire le risorse sulla base di alcuni criteri che già erano stati stabiliti. Dal luglio scorso purtroppo è calato il silenzio. L’unica novità che abbiamo avuto è che l’Assessorato ha deciso di integrare i consigli di amministrazione dei GAL con tre rappresentanti dell’Amministrazione regionale. Ci auguriamo solo che siano tre funzionari regionali e non di partito. Nel frattempo 160 milioni di euro sono fermi, si tratta esattamente del 15 per cento dell’intera risorsa disponibile all’Asse 3 del piano di sviluppo rurale. Ulteriori ritardi rischiano in questo settore di non essere più tollerati dall’Unione Europea.
Il collega Cherchi ha citato il Consorzio di bonifica. In questi giorni l’oristanese è in agitazione per il fatto che il Consorzio di bonifica ha emesso cartelle esattoriali per gli immobili extra agricoli, cercando di far pagare quei cittadini che non usufruiscono di servizi del consorzio. Spaventa, Assessore, la leggerezza con la quale il suo Assessorato ha approvato le delibere del Consorzio. Ieri noi abbiamo presentato un’interrogazione, l’invito è quello che lei, in sede di autotutela, annulli quelle delibere e ne ristabilisca una gestione corretta da parte del Consorzio.
Un’azienda importante, Assessore, nell’economia agricola sarda, ma anche in modo particolare nel sistema agricolo di Arborea è la SBS. E’ un’azienda che, purtroppo, produce un milione e mezzo di sbilancio annuale e che o va rimodernata e resa competitiva sul mercato o sarete costretti a portare i libri in tribunale. E’ un’azienda che per salvaguardare il suo grande e appetibile patrimonio ha decine di cause pendenti davanti ai giudici. In proposito sarebbe interessante, Assessore, conoscere lo stato di queste cause ... e capire se almeno qualcuna di queste si è conclusa.
In questi ultimi mesi si è discusso molto del ripristino ambientale e della valorizzazione dei compendi lagunari. Nei bilanci 2007-2008 erano stati inseriti 30 milioni di euro. Non sto qui a ricordare come mai nel bilancio 2009 a residui siano diventati 11 milioni e 600 mila. Nella finanziaria 2010, con un emendamento approvato all’unanimità, tenuto conto di queste risorse disponibili, abbiamo previsto 5 milioni per anno. Però in questi giorni, Assessore, abbiamo scoperto che dal mese di ottobre l’allora assessore Oppi – che in quel momento ricopriva la carica di Assessore all’ambiente – ha trasmesso alla Presidenza e a lei per il parere di concerto, la delibera della ripartizione di questi fondi. Questo parere è stato sollecitato per ben due volte dall’Assessore e da lei nessuna risposta. Il risultato è stato che le somme non sono state impegnate entro il 31 dicembre e quindi non potranno essere nuovamente iscritte a bilancio. Tutto questo è successo dopo che lei, come ricordava il collega Milia, garantendo e promettendo risorse per risolvere i problemi non solo non ha garantito risorse, ma ha annullato anche quelle che erano state previste. Mi chiedo e chiedo a lei quali sono stati i motivi, Assessore. Forse perché nella ripartizione non c’era il territorio che ormai dalle notizie che acquisiamo dalla stampa sembra essere diventato il suo collegio elettorale, oppure visto che le maggiori risorse sono determinate dalle aree stagnali dell’oristanese, anche in quest’occasione, per le contrapposizioni interne al centrodestra, nell’oristanese avete voluto penalizzare il presidente Onida sapendo però che penalizzavate il territorio dell’oristanese.
Non sono sicuro, Assessore, se gli interventi dei colleghi della maggioranza che in quest’Aula hanno chiesto al presidente Cappellacci di tagliare i rami secchi dell’Amministrazione si riferissero anche a lei, ma è certo che un settore così fondamentale per l’economia sarda ha necessità di una guida politica diversa, di una maggiore operatività che guardi più agli interessi degli agricoltori e dei pastori e non agli interessi di altri. Per questi motivi, Assessore, non posso, dal punto di vista politico, non chiederle di fare un passo indietro e per il bene della Sardegna presentare le sue dimissioni. Grazie.