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GRAMSCI, UN PATRIMONIO DA NON DISPERDERE
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martedì 19 gennaio 2010 |
di Antonio Solinas
Fra qualche giorno ricorderemo la nascita, avvenuta 119 anni fa ad Ales, di Antonio Gramsci.
Si tratta di una ricorrenza importante, e non soltanto per quanti sono impegnati in politica e nelle istituzioni, né solamente per chi si riconosce nell’ambito delle forze politiche del centrosinistra.
Antonio Gramsci rappresenta infatti un patrimonio importante per tutti, in Italia ed in Sardegna in particolare; patrimonio di cui purtroppo le Istituzioni non fanno adeguato conto.
Eppure, come ricorda la Fondazione Gramsci, “Gramsci è oggi letto nel mondo come un classico del pensiero politico del Novecento ed è l'autore italiano più tradotto e, forse, il più studiato”. La bibliografia internazionale di studi dedicati alla sua opera (curata da una équipe di studiosi americani e di ricercatori della Fondazione Istituto Gramsci di Roma) è giunta a 9.000 voci, 6.000 delle quali riguardano scritti (monografie, saggi, articoli) degli ultimi quindici anni.
A fronte di tutto questo, e nonostante le numerose proposte presentate, ancora si attende l’approvazione, in Sardegna, di un provvedimento legislativo che disciplini le attività delle associazioni gramsciane presenti nel territorio isolano, attribuendo loro, in via ordinaria, le risorse necessarie al funzionamento.
Né maggiore attenzione viene riservata dal Governo sardo al pensiero gramsciano, neanche agli aspetti più “bipartisan” che ritenevamo oramai assunti come patrimonio comune, come, su tutti, l’attenzione verso il tema della Conoscenza, da considerare leva indispensabile per uscire dalla condizione di sottosviluppo.
Al contrario, come si evidenzia dalle forti preoccupazioni che popolazioni ed operatori del settore manifestano da mesi, emerge la profonda disattenzione che questa Giunta e questa maggioranza stanno con i fatti dimostrando nei confronti del sistema scolastico isolano.
Infatti, mentre ancora non si sono spente le polemiche per gli accordi al ribasso tra Governo e Giunta Regionale, che hanno portato all’utilizzo di ingenti risorse utilizzate per tappare le falle aperte dai tagli governativi alla scuola sarda, si attendono con ansia gli effetti degli ulteriori ridimensionamenti agli organici in conseguenza dei nuovi parametri fissati da Ministero, che provocheranno la scomparsa della scuola da numerosi centri dell’isola, e la cancellazione di migliaia di posti di lavoro, con contestuale eliminazione del problema dei precari, trasformati definitivamente in disoccupati.
Ed allora un invito ed un auspicio: approfittiamo tutti della ricorrenza per riprendere in mano qualche pagina gramsciana sulla quale riflettere e lavoriamo affinché i 120 anni dalla nascita del grande pensatore alerese vengano onorati dalla approvazione della legge per le associazioni gramsciane e dall’avvio di una nuova stagione di rinascita della scuola sarda, da porre alla base di ogni serio progetto di sviluppo dell’isola.
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Commenti (1)
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Re: GRAMSCI, UN PATRIMONIO DA NON DISPERDERE |
Da Marco a
venerdì 22 gennaio 2010 |
| Il profilo storico, politico e culturale di Gramsci non può perdersi nei fumi del disinteresse di chi, nel governo regionale, a mala pena ricorda chi sia. L'attuale insensibilità della Regione per i problemi cronici dell'istruzione in Sardegna mostra chiaramente di sconfessare, in maniera indegna, l'impianto ideologico e culturale che fu cuore e nocciolo dell'esperienza politico-culturale di Gramsci. Ancora una volta il centrodestra e le prospettive di ampio respiro mostrano di essere due aspetti distanti, troppo distanti fra loro. |
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