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EOLICO NEL SINIS - IL MINISTERO DELL'AMBIENTE METTE IN ORA LA REGIONE SARDA Riduci
Luogo: BlogsIL BLOGAMBIENTE ED ENERGIA    
Inviato da: Administrator Account 05/11/2009 13.11

Il Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare - Direzione per la protezione della natura, in risposta all'atto di opposizione inoltrato dal Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra, è intervenuto riguardo la centrale eolica off shore del Sinis. Lo rendono noto le due associazioni ecologiste.

Ha messo in mora la Capitaneria di Porto di Oristano, la Regione autonoma della Sardegna (Assessorati regionali della difesa dell'ambiente e dell'urbanistica) e l'Area Marina Protetta del Sinis (gestita dal Comune di Cabras) ricordando l'esistenza del giudizio davanti alla Corte di Giustizia europea per le gravi violazioni della normativa comunitaria in materia di tutela degli habitat (direttiva n. 92/43/CEE) a causa degli interventi edilizi sulle dune boscate di Is Arenas (Narbolìa), sito di importanza comunitaria.

La causa vede lo Stato italiano davanti al Giudice comunitario in seguito alla procedura di infrazione n. 1998/2346 avviata dalla Commissione europea proprio su ricorso delle associazioni ecologiste Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra.

Il Ministero dell'ambiente ricorda che - proprio per questi motivi - la Regione autonoma della Sardegna ha approvato il piano di gestione del sito di importanza comunitaria - S.I.C. di Is Arenas, che prevede un'ampia zona a mare, interessata dal progetto di centrale eolica del Sinis proposto dalla Is Arenas Renewables Energies s.r.l. Tuttavia non c'è alcuna preventiva valutazione di incidenza del progetto sullle componenti ambientali del S.I.C., né procedura di valutazione di impatto ambientale. Dovranno pertanto - sempre secondo quanto ribadito dal Ministero dell'ambiente - essere valutati gli impatti a terra ed a mare sul paesaggio, il rumore, i danni alla fauna e, specificamente, all'avifauna (in particolare i rapaci e i migratori), i danni ai fondali marini e, specificamente, alle praterie di posidonia.

In poche parole, il Ministero dell'ambiente ha piantato profondi paletti nei confronti di un progetto che appare fin troppo dannoso.

“La Giunta regionale sarda, - denunciano le associazioni ambientaliste - invece, non ha fatto alcun passo concreto, nonostante un preciso ordine del giorno (il n. 12 del 7 ottobre 2009) approvato all'unanimità dal Consiglio regionale. I padroni del vento ringraziano sentitamente. Si attendono, inoltre, conferme o (auspicabili) smentite riguardo quanto sostenuto in un'interrogazione parlamentare dell'on. Mauro Pili (P.d.L.) in merito all'eventuale presenza di soldi sporchi nel giro d'affari del maestrale isolano. D'altra parte non sarebbe la prima volta”.

Le associazioni ecologiste Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra, considerato che tutti i progetti di centrali eoliche off shore recentemente presentati (ben sei, dal Sinis al Golfo di Oristano, dal Golfo degli Angeli al Golfo di Palmas) appaiono fuori da qualsiasi ipotesi della pianificazione regionale in materia e che sembrano dettati più da esigenze speculative (es. certificati verdi) che da effettive necessità, “ribadiscono la loro netta opposizione all'eolico selvaggio, che non tiene conto delle caratteristiche peculiari del territorio interessato né delle effettive necessità energetiche, ma viene determinato dalle pretese degli industriali del vento ai danni della collettività”.

da www.rosarossaonline.it

 

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