“Sono trascorsi esattamente 22 anni da quando i cittadini Italiani furono chiamati a pronunciarsi sulla scelta del nucleare in Italia.
La scelta fu netta. La stragrande maggioranza del popolo italiano si pronunciò per il NO.
Oggi, in seguito all’accordo Francia – Italia, si rimette in discussione quella scelta, e si prevede la costruzione di almeno cinque centrali nucleari entro il 2020, senza preoccuparsi minimamente di verificare la volontà degli italiani.
Tra i probabili cinque siti compare la Sardegna ed in particolare la Provincia di ORISTANO, esattamente in località CIRRAS, tra i Comuni di Arborea, Marrubiu e Santa Giusta.
Non cerchiamo di sottovalutare la gravita della scelta dicendo che ancora non c’è niente di deciso. Fonti Ministeriali e Parlamentari, e notizie apparse sulla stampa Regionale e Nazionale, danno per certa questa scelta da parte della commissione nazionale.
Le Caratteristiche geologiche di questo eventuale sito del CIRRAS corrispondono solo apparentemente ai requisiti necessari (zona antisismica, disponibilità di grande quantità d’acqua, vicinanza ad infrastrutture come il Porto, l’Aeroporto e la linea ferroviaria).
Sarebbe opportuno spiegare a chi dovrà fare queste scelte che si tratta di una zona di grande interesse ambientale, stiamo parlando di una delle Zone Umide più pregiate della Sardegna e non solo; stiamo parlando di una Zona a Protezione Speciale (ZPS), stiamo parlando di un Sito d’Interesse Comunitario (SIC). Stiamo parlando di un territorio dove l’attività di pesca negli stagni Circostanti è la fonte principale di reddito per centinaia di famiglie.
Su questa scelta tutta la Sardegna, e in particolare quella dell’Oristanese, va consultata, ed il parere dei Sardi non potrà che essere vincolante. Invece, il disegno di legge già approvato dalla Camera dei Deputati, ed ora in discussione al Senato della Reppublica, prevede che le decisioni di collocare Centrali ed eventuali impianti di stoccaggio delle scorie possano essere assunte anche contro il parere delle Regioni, degli EE.LL. e delle Popolazioni Residenti. Durante l’ultima campagna elettorale per le Regionali, come maggioranza assieme al vostro presidente, sia quello “apparente” che quello “effettivo”, avevate assicurato che l’isola sarebbe stata esclusa da eventuali costruzioni di centrali nucleari. Addirittura nel programma del Presidente della Giunta Regionale compare il “ Riconoscimento della esigenza che tutto il territorio della Sardegna sia DENUCLEARIZZATO. Quello che vi chiediamo è di essere coerenti, non solo a parole, ma anche con i fatti. Perciò vi chiediamo di impugnare la legge sul nucleare, così come hanno fatto l’Emilia Romagna, la Toscana, il Piemonte e la Calabria, sollevando un problema di competenza, in quanto la materia Energetica non compete esclusivamente allo Stato; lo statuto Regionale è abbastanza chiaro da questo punto di vista. L’ALTERNATIVA è che siano le popolazioni a impegnarsi affinché questo non avvenga, anche con azioni eclatanti, se sarà necessario.
Senza nulla togliere alla presenza dell’Assessore Liori, certamente la presenza in aula del presidente Capellaci a questo dibattito, per un argomento che rischia di compromettere definitivamente il futuro della Sardegna, avrebbe dato un segnale forte, un segnale importante per l’Isola e soprattutto nei confronti del governo nazionale.
Per una volta, su un argomento cosi importante per i Sardi e la Sardegna, portate avanti gli interessi dei sardi e poi potrete pensare a quelli del Centrodestra. Abbandoniamo gli interessi di parte e cerchiamo tutti insieme di dare un segnale forte di unità su un argomento cosi importante.”